Secondo le investigazioni, durate quasi due anni, vi sarebbe l’esistenza di un “welfare criminale” e la presunta capacità dei vertici del gruppo di continuare a impartire ordini anche dal carcere, attraverso l’introduzione clandestina di smartphone nella casa circondariale di Paola
Le operazioni, secondo quanto si apprende, sono tuttora in corso in diversi centri del comprensorio tirrenico cosentino, nel territorio che va da Praia a Mare a Santa Maria del Cedro